Abcdaire

Un abcdaire per mettere ordine nel disordine della storia

Una lista alfabetica attraverso cui apprendere le parole del lessico familiare di Gallia e Peter, incui la A sta per Anni d’oro (gli anni cinquanta, naturalmente), la B per Borsalino e Brunetta, la C per Casa di copie, la F per fiori, la V per velo, e tante altre ancora.

A come Anni d’oro

A come Anni Cinquanta, gli anni d’oro della moda italiana e del cappello. Come nelle favole, il decennio si apre con un ballo, orchestrato nel 1951 da Giovanni Battista Giorgini nella sua casa di Firenze, Villa Torregiani, setting perfetto dei sogni che si avverano.

B come Brunetta

Taccuino e matita. Ovvero: l’essenziale da portare sempre con sé in borsetta, anche quando si tratta di annotare in un rapido schizzo lo stile delle studentesse in uscita di un liceo milanese, perché la moda (la vita) non si fa solo sulle passerelle, ma anche (e soprattutto) fuori da quelle.

C come Chapeaux

Esperienza, fantasia, ispirazione. Alla base di qualunque modello, alla base di qualunque disegno. E, per l’ispirazione, non mancano le riviste in abbonamento che passano di mano in mano e che le dipendenti di Gallia e Peter studiano in ogni loro immagine: le sfogliano con attenzione, prendono appunti sui loro taccuini, ci ripensano per giorni interi, ne discutono tra loro. Tra le più amate c’è Chapeaux, una rivista svizzera, edita dallo zurighese Edtions Th. Weder.

F come Fiori e Frutta

Uno dei pionieri del design moderno, William Morris (1834-1896), lo aveva perfettamente intuito. Fiori, frutti, elementi naturali offrivano ai suoi disegni motivi, texture e pattern senza rivali. I più moderni, i più classici, i più azzeccati.

F come Forma per cappelli

Forme in legno e forma in sparto. Due scuole di vita, due scuole di pensiero.

G come Gallina

Primavera 1937. La stilista Elsa Schiaparelli, la donna che - tra l’altro - inventò il color Rosa Shocking (altrimenti detto Rosa Schiapparelli), fa di nuovo scandalo: sull’abito in organza bianca disegnato per lei da Salvador Dalì e indossato da Wallis Simpson decide di far inserire… un’aragosta.

P come Piume

Vanità, opulenza, bellezza. Le piume, da sempre, sono sinonimo di moda.

S come Scarpa

Moda e surrealismo. Se, come invitava a fare André Breton, ci lasciamo andare alla scrittura automatica, permettendo che la nostra mano si muova da sola fotografando il pensiero che ci frulla in testa, eccole qui, giusto davanti a noi: moda e surrealismo, appunto.

V come Veli e Velette

In tulle di seta, organza, chiffon, georgette. Fissato sul capo della sposa con perle, forcine o fili d’oro. Tramandato di madre in figlia, di generazione in generazione, di mano in mano. Se ci fermiamo a pensare, il velo è l’oggetto che, per secoli e più di ogni altro, ha collegato materialmente le donne alle proprie ave.