Once upon a time

la Famiglia

Laura Marelli è l’ultima erede della modisteria storica Gallia e Peter, frutto di una tradizione familiare, giunta alla quarta generazione, che si è trasmessa per via matriarcale, dall'Ottocento ad oggi: da Angela Paschero a Maria Gallia, da Lia Giacomini sino a Laura Marelli.

nella foto Angela Paschero con le figlie a Nizza, 1924

Angela Paschero (Lalla)

Un amore assoluto per i cappelli e le acconciature femminili belle e ben fatte. È questo il primo germe della Gallia e Peter. Tutto nasce dalla bisnonna piemontese, Angela Paschero sposata Gallia, semplicemente Lalla per i familiari e per chi le vuole bene. Appassionata di fotografia, Lalla ama farsi ritrarre con il marito Filippo Gallia e le due figlie Maria e Giulia in abiti alla moda, per le strade cittadine ma anche in viaggio per il mondo.

Donna elegante e intraprendente, alla fine dell'Ottocento avvia una modisteria e cappelleria a Torino e nei primi del Novecento ne apre una in piazza Castello. Dal 1916 l'insegna recita “Brevetto della Real Casa”, ma già dal 1912 Lalla è fornitrice di cappelli di livrea per il personale della Real Casa: un onore particolarmente importante, soprattutto per una donna dell'epoca. Poi l'atelier si sposta e, sino agli anni Trenta, Lalla gestisce insieme alla figlia Giulia la modisteria “Mode Gallia” di piazza Carignano.

nella foto Angela Paschero con la figlia ed il marito a Torino, 1924

Mariuccia Gallia

Dall’incontro amoroso tra la primogenita di Angela Paschero, Mariuccia Gallia, e Attanasio Giacomini, figlio della storica modista milanese Giovanna Cornelia Peter, nasce negli anni Trenta a Milano la Gallia e Peter.

Una storia di qualità e di eccellenza che coniuga le spiccate doti commerciali di Cornelia Peter (che con la milanese “Senibus e Peter mode” conta su una tradizione familiare di modisteria e di cappelleria) con la raffinata visione di derivazione torinese di Mariuccia Gallia. Si deve a Cornelia Peter, donna eccentrica dalla forte personalità (sua la scelta di adottare, con orgoglio e con tanto di apposito atto notarile, il nome Cornelia), l'intuizione di aprire nel 1932 il primo negozio in Via Montenapoleone. Dagli anni Trenta sino al 2010, via Montenapoleone n. 3 sarà il luogo simbolo della modisteria Gallia e Peter. A Mariuccia Gallia il merito di aver trasformato la bottega familiare in un ricercato Atelier alla moda, nella via più elegante della città, mantenendo per sempre il doppio cognome come memoria di una doppia tradizione.

Cornelia Giacomini (Lia)

Coadiuvata dalla mamma Angela e dalla sorella Giulia (trasferitesi da Torino a Milano) e dalle figlie Cornelia, detta Lia, e Franca, Mariuccia Gallia avvia collaborazioni con le principali case di moda del periodo, costruendo una solida tradizione artigianale, fatta di un paziente lavoro su misura e intessuta di cultura, relazioni e viaggi nelle principali capitali della moda. Nel 1952, in occasione del debutto della Moda Italiana nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze - un evento che segna per sempre la storia della moda - i cappelli realizzati da Gallia e Peter sfilano insieme agli abiti di Jole Veneziani, di Biki, Wanda Roveda, e di Mila Schön.

Frequentatrici abituali di Parigi, Vienna e Londra, Mariuccia Gallia e la figlia Lia, presente in Atelier già dal 1944, si dedicano alla ricerca costante delle nuove tendenze nella modisteria per soddisfare le clienti più esigenti dell’alta borghesia milanese e del jet set internazionale.

Laura Marelli

Il passaggio generazionale da Lia Giacomini alla figlia Laura Marelli dagli anni Ottanta a oggi segna l’inizio di una nuova fase del sistema moda in cui il cappello, perdendo centralità come oggetto di uso quotidiano, acquista presenza scenica nelle sfilate, nel completamento del look e nella definizione dello stile delle diverse personalità.

Nel 2010 Laura Marelli decide di trasferire l’attività in via Moscova al n.60: sotto la sua direzione l’Atelier Gallia e Peter sperimenta nuovi modelli e nuovi materiali collaborando con i principali stilisti del nascente Made in Italy: Walter Albini, Giorgio Armani, Gianni Versace, Gianfranco Ferré, Franco Moschino e Romeo Gigli. Il saper fare e il tessere relazioni durature restano la chiave di una produzione artigianale unica: una memoria scritta nelle mani di chi i cappelli li fa da generazioni, oggi come ieri.